Ogni euro pubblico ne genera 2,3 di privato: UPPI FVG chiede di rendere strutturale il modello che già funziona

Comunicato stampa — Trieste / Udine, 27 maggio 2026

UPPI FVG — Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, Coordinamento Regionale Friuli Venezia Giulia — è stata audita il 27 maggio 2026 dalla IV Commissione permanente del Consiglio regionale sul disegno di legge n. 80, recante «Disposizioni in materia di politiche abitative regionali». L’associazione, firmataria degli accordi territoriali di locazione a canone concordato in tutte e quattro le province della regione, ha depositato una memoria tecnica con sei proposte emendative e ha espresso un giudizio complessivamente favorevole sul provvedimento, segnalando tuttavia un limite significativo rispetto al segmento di offerta più abbondante e meno costoso da attivare: la proprietà immobiliare privata diffusa, che rappresenta oltre il 77% del patrimonio abitativo regionale.

Il paradosso: la soluzione esiste già, ma non è citata nella legge

In Friuli Venezia Giulia risultano 173.363 immobili non utilizzati come abitazione principale — il 23,7% del totale (dati ISTAT 2021 su elaborazione UPPI). Depurato il dato dalle seconde case turistiche e dal patrimonio abbandonato nelle aree di spopolamento, il bacino realmente attivabile per la locazione ordinaria — alloggi bloccati da obsolescenza energetica e strutturale o da difficoltà economiche dei proprietari nelle aree a pressione abitativa e nei poli manifatturieri — è stimato da UPPI FVG in 55.000–75.000 unità.

La Regione dispone già di uno strumento collaudato: la L.R. 8/2025, che finanzia la riqualificazione di immobili privati sfitti con obbligo quinquennale di locazione a canone concordato. I risultati del primo bando ne decretano il successo: 2.717 domande presentate, 656 alloggi beneficiati, 91 milioni di euro di investimento privato indotto su 39 milioni pubblici — effetto leva di 2,3:1. Il costo pubblico medio per alloggio si attesta a circa 59.000 euro: una cifra che invita a riflettere su quanto sarebbe costato all’ATER acquistare e ristrutturare lo stesso immobile.

«Chiediamo che questa legge-quadro istituzionalizzi ciò che già funziona. Una misura che produce risultati va resa strutturale, non lasciata alla discrezionalità annuale di bilancio. Ai proprietari privati servono continuità, certezza, stabilità e programmazione.» così  Paolo Tommasino, Coordinatore Regionale UPPI FVG.

Sei emendamenti tecnici, tutti senza oneri aggiuntivi

UPPI FVG ha proposto sei modifiche puntuali, tecnicamente compatibili con l’impianto del DDL e senza oneri aggiuntivi per il bilancio regionale.

    • Art. 2 (obiettivi di legge): inserire tra gli obiettivi permanenti il sostegno alla riqualificazione del patrimonio privato sfitto per la locazione concordata, istituzionalizzando il modello della L.R. 8/2025.

    • Art. 14 (edilizia agevolata): estendere il sostegno anche al recupero e alla ristrutturazione della prima casa già di proprietà, non solo all’acquisto.

    • Art. 15 (alloggi sfitti): portare lo stanziamento da 30.000 euro a 500.000 euro nel triennio (mediante storno da capitoli già capienti), vincolando il contributo al canone concordato.

    • Art. 16 (morosità incolpevole): consentire l’erogazione del contributo direttamente al locatore — stesso costo pubblico, impatto sull’offerta locativa significativamente maggiore.

    • Art. 15 (organizzazioni di categoria): riconoscere il ruolo operativo delle organizzazioni maggiormente rappresentative di proprietari e inquilini firmatarie degli accordi territoriali, non solo nell’assistenza ai contratti concordati, ma in possibili convenzioni con Regione, Comuni e ATER.

    • Artt. 5 e 7 (Tavoli territoriali): fissare un termine di 120 giorni per la prima convocazione, trasmettere il documento di sintesi al Consiglio regionale e attribuirgli peso vincolante nel Programma annuale.

Il nodo delle garanzie e la sfida dei dati

Nel dibattito in Commissione è emerso il tema delle garanzie ai proprietari come condizione essenziale per sbloccare l’offerta locativa: morosità, danni all’immobile e ritardi nel rilascio sono le tre principali cause di diffidenza che tengono fuori dal mercato migliaia di alloggi. UPPI ha inoltre sottolineato il paradosso geografico del mercato FVG: le abitazioni disponibili si concentrano dove la domanda è minima — aree turistiche e zone di spopolamento — mentre scarseggiano nei capoluoghi e nei poli produttivi dove la pressione abitativa è più acuta.

È emersa inoltre la questione della conoscenza del territorio: nessun soggetto — né la Regione, né le ATER, né i Comuni — dispone oggi di un censimento operativo degli immobili privati effettivamente locabili, delle condizioni a cui i proprietari sarebbero disposti a locare e degli ostacoli specifici che li trattengono. UPPI FVG ha annunciato l’avvio di una indagine conoscitiva diretta tra i propri iscritti e più in generale tra i proprietari immobiliari regionali, per colmare questa lacuna e offrire alla programmazione regionale dati reali e verificati.

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